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Ambiente e territorio

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MAGGIO 2017 – PROGRAMMA in progress

Non è più possibile parlare di sviluppo ambientale e sostenibile se non in relazione ad un ripensamento complessivo del modello di sviluppo. Esso deve legarsi a doppio filo con la realizzazione di un modello virtuoso, che metta al centro “la nostra terra” intesa in senso letterale: sua caratteristica deve essere la riscoperta del nostro legame storico e culturale con essa, la qualità della vita e la tutela della salute dei cittadini.
Acerra, così come i comuni facenti parte dell’area a Nord – Est di Napoli, evidenzia un generalizzato degrado accompagnato ed aggravato da notevoli e rilevanti fattori di pressione ambientale determinati dai rifiuti, dai trasporti, da una struttura urbana cresciuta in maniera incontrollata e poco funzionale, dalla presenza di impianti a forte impatto ambientale. AlternativAcerra dovrà avere come faro, in questo che è per la collettività il settore di maggiore criticità, insieme al lavoro, tre parole d’ordine: tutela, riqualificazione, valorizzazione.
Tutto ciò può essere fatto attraverso:
– Il P.U.C., lo strumento di programmazione del territorio comunale che ne regola la gestione delle attività di trasformazione urbana e territoriale;
– La chiusura dell’inceneritore, discutendo sui modi e i tempi per raggiungere l’obiettivo;
– L’attuazione della Strategia Rifiuti Zero, riducendo al minimo il consumo di materiali non riciclabili;
– Un osservatorio ambientale e popolare terzo con reali poteri ed effettiva autonomia, composto da cittadini qualificati, da attivisti di comitati e di movimenti;
– Il finanziamento di progetti di ricerca sulla qualità dell’aria e sulla caratterizzazione delle polveri sottili;
– Le bonifiche, da tempo richieste, da effettuarsi con modalità e tempi certi;
– L’abbattimento dello spreco energetico attraverso l’uso di nuove tecnologie e istallazioni per la produzione di energie alternative su tutti gli edifici pubblici.
– L’istituzione di un ufficio tecnico ambientale, composto da personale competente e specializzato: geologi, ingegneri ambientali e tecnologi. Si deve procedere ad una caratterizzazione geochimica, ambientale e temporale per la conoscenza puntuale del territorio (nelle varie matrici, aria, acqua, suolo e colture).
In particolare, AlternativaAcerra si impegnerà a rappresentare la Città nella gestione dell’Area ASI, per evitare che Acerra subisca sul proprio territorio scelte scellerate calate dall’alto, e programmare lo sviluppo della Città. L’area industriale va riqualificata e rilanciata privilegiando le industrie virtuose e rispettose dell’ambiente da incentivare attraverso politiche fiscali di premialità.
Per rilanciare il settore agricolo, si propone:
⦁ L’istituzione di un ufficio comunale per l’agricoltura, assumendo personale specializzato e istruito per lo sviluppo agricolo;
⦁ Assistenza agli agricoltori nella scelta della programmazione pluriennale delle coltivazioni, con l’aiuto di esperti del settore e con la realizzazione del Piano Agricolo Comunale, che si integra con il Puc;
⦁ Tutela delle coltivazioni Slow Food e rilancio della collaborazione con la stessa associazione, favorendo il rapporto diretto tra il produttore ed il consumatore;
⦁ L’istituzione di una pesa comunale, in modo che gli agricoltori siano liberi di pesare la merce venduta nel proprio territorio e non, con la verifica per corrispondenza sui mezzi del compratore;
⦁ Realizzazione di un polo logistico e di conservazione dei prodotti agricoli nei pressi dell’Interporto Maddaloni-Marcianise, in corrispondenza dell’interscambio della linea ad alta capacità Napoli-Bari, in modo da fornire ai produttori locali i migliori servizi per poter dare maggiori opportunità di esportazione dei prodotti fuori regione;
⦁ Porre fine alla cementificazione dei terreni agricoli: l’adozione dello strumento urbanistico (il P.U.C) è necessaria per salvaguardare la destinazione agricola dei suoli, in particolar modo per la zona Marchesa, a ridosso della stazione dell’alta velocità di Afragola;
⦁ Condivisione di scelte e strategia tra gli operatori del settore agricolo e l’amministrazione comunale.
C’è bisogno di poter organizzare un’assemblea permanente che possa dare agli agricoltori lo strumento per poter dialogare con l’amministrazione;
⦁ Incentivare sul territorio la nascita di aziende di trasformazione dei prodotti agroalimentari con degli sgravi fiscali in modo da dare ancora più strumenti agli operatori agricoli del territorio per poter vendere i loro prodotti al giusto prezzo;
⦁ Favorire attraverso delle specifiche convenzioni con professionisti del settore ed aziende di certificazione la conversione delle aziende agricole in biologiche, per far diventare Acerra il polo dell’agricoltura biologica;
⦁ Creare un nucleo di controllo dell’agricoltura della polizia municipale che, adeguatamente formato, dovrà sorvegliare il territorio acerrano per fermare il caporalato e le frodi agroalimentari – di concerto con i Nas – al fine di tutelare le produzioni d’eccellenza che il nostro territorio offre;
⦁ Organizzare momenti di vendita diretta dei coltivatori del territorio, creando un mercato settimanale a filiera corta, stilando collaborazioni con le associazioni di categoria e creando una mensa comunale in cui verranno serviti i prodotti del territorio – opportunamente controllati in tema di sicurezza alimentare;
⦁ Creare e sviluppare un programma di orti sociali, ovvero la condivisione di un terreno tra due gruppi, uno formato da esperti del settore ed anziani – custodi dei segreti dell’agricoltura tradizionale- ed un altro formato da famiglie e giovani desiderosi di poter avviare un piccolo orto familiare.
Housing sociale: sostenibilità, riqualificazione del centro storico, ripopolazione anche come spinta propulsiva al commercio, integrazione e gestione degli spazi, promozione culturale, risposta ai bisogni abitativi, nuova occupazione.
Il Comune, anche con l’aiuto di altri partner pubblici e privati, promuove il recupero del centro storico mediante l’acquisizione, la ristrutturazione ed il ricollocamento degli immobili abbandonati, in locazione o in vendita. Ciò consentirebbe di dare risposta al bisogno abitativo, senza ulteriore consumazione del suolo, di rigenerare e ripopolare il centro storico, di riprogettare lo spazio urbano, restituendogli la naturale dimensione di “borgo”, al centro della Città. Permetterebbe, inoltre, il rilancio del commercio l’istituzione di una galleria commerciale all’aperto. La gestione potrebbe essere rimessa ad una Fondazione, che avrebbe altresì la funzione della promozione degli eventi culturali del “borgo”.

SEGUONO LE PROPOSTE DA CUI SIAMO PARTITI, OLTRE UN ANNO E MEZZO FA, NELLA COSTRUZIONE DEL PROGRAMMA PARTECIPATO

Per favorire l’integrazione tra gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di sviluppo sostenibile così come sottoscritto da 170 Paesi in occasione della Conferenza su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro, che mette al centro le politiche di sostenibilità sociale ed ambientale degli Enti Locali, ai quali si riconosceva il “primato” delle scelte di Sviluppo Territoriale aventi come linee guida parole come partecipazione, ambiente, legalità, sviluppo integrato.
Così come, purtroppo, in numerose occasioni abbiamo come comunità soltanto assistito, spesso inermi, non è più pensabile nè possibile parlare di sviluppo ambientale e sostenibile se non lo si pensa e realizza all’interno di uno sviluppo integrato e territoriale “vasto”.
Lo sviluppo del nostro territorio deve legarsi a doppio filo con la realizzazione di un modello virtuoso che metta al centro “la nostra terra” intesa in senso letterale: sua caratteristica deve essere la riscoperta del nostro legame storico e culturale con essa, la qualità della vita e la tutela della salute dei cittadini.
Acerra così come i comuni facenti parte dell’area a Nord – Est di Napoli evidenzia un generalizzato degrado accompagnato ed aggravato da notevoli e rilevanti fattori di pressione ambientale determinati dai rifiuti, dai trasporti, da una struttura urbana cresciuta in maniera incontrollata e poco funzionale, dalla presenza di impianti a ricaduta inquinante rilevante. #AlternativAcerra, dovrà avere come faro in questo che è per la collettività il settore di maggiore criticità, insieme al lavoro, tre parole d’ordine: tutela, riqualificazione, valorizzazione.
Affrontare il tema Ambiente e Territorio in siffatto modo, siamo consapevoli, significa integrare le politiche ambientali con le politiche sociali, culturali, del lavoro e delle attività produttive, non dimenticando la formazione e l’istruzione.
#AlternativAcerra, si pone rispetto alle questioni dell’Ambiente e del Territorio non certamente come chi da onnisciente ha la soluzione ad ogni problema.
Soprattutto in questo settore, intorno al quale si decidono le sorti presenti e future di un nuovo sviluppo per la nostra Città, bisogna avere la conoscenza reale del territorio e dei suoi problemi, avere l’umiltà di confrontarsi con tutte le forze sane e libere della città (associazioni, tecnici, ambientalisti, comitati, esperti ed istituzioni tecniche e scientifiche) in grado di portare un valore aggiunto alla tutela, riqualificazione e valorizzazione del territorio. Non è certamente più il tempo, come è invece avvenuto nella passata competizione elettorale, di “promettere” e di “permettere” a danno del nostro territorio: è il momento di ascoltare, cooperare ma soprattutto agire. Riteniamo che non sia altresì più il tempo di “ricominciare” da zero.
Questo è certamente un grande limite della politica locale. Soprattutto nel periodo 2004-2009 si sono costruiti “procedimenti” programmatori/amministrativi che funzionavano da “moltiplicatore” di buone prassi in termini di realizzazione del programma, dell’investimento, della spesa. Tutto ciò ha determinato il superamento dei ritardi storici che la nostra città sconta in termini di progettazione prospettica nel lungo periodo.
Anche grazie a tale “prezioso” lavoro, che va reso patrimonio della Città, abbiamo chiara la fotografia del nostro territorio.
Il P.U.C. è lo strumento di programmazione del territorio comunale che ne regola la gestione delle attività di trasformazione urbana e territoriale. Partiamo da qui!
L’ Inceneritore di Acerra va chiuso: avevamo ragione noi! Discutiamo sui modi e i tempi per raggiungere l’obbiettivo.
Rifiuti Zero: progettazione partecipata verso una nuova società!
Agricoltura: il nostro futuro!

SEGUONO LE PROPOSTE EMERSE DALL’ASSEMBLEA PUBBLICA DEL 5 FEBBRAIO. COMMENTIAMOLE, CONDIVIDIAMOLE, COSTRUIAMOLE ASSIEME:


 


Ci troviamo di fronte ad un panorama ambientale molto complesso e che ha subito, nel corso del tempo, molte trasformazioni.

Riteniamo indispensabile partire dall’accettare e rendere chiaro, da parte di quella politica ed istituzioni spesso silenti, che il disastro ambientale in Campania, passato e presente, esiste. Non riguarda solo quel determinato territorio e quella determinata popolazione ma, ha bisogno di un monitoraggio approfondito nel tempo, nei luoghi, e nelle cause. Se siamo a questo punto deve essere chiaro che questa disastro è dovuto a più cause e vanno dunque prese tutte in considerazione.

La Terra dei Fuochi, in particolare, non può essere derubricata ad una problematica esclusivamente legata “agli stili di vita”. E che queste parole siano giunte dal Ministro alla Salute Lorenzin, la dice lunga sull’approssimazione, da un lato, e subalternità di certa politica agli interessi sullo smaltimento rifiuti, sui vecchi e nuovi incenerimenti dei rifiuti, dall’altro.

Riportare e riconoscere la gravità delle questioni in campo e delle ripercussioni che purtroppo già oggi, queste sì, incidono “sugli stili di vita di un’intera popolazione”, è l’obiettivo prioritario atteso che negli ultimi anni, di fronte alle grida di dolore, ai ripetuti allarmi paventati e costantemente verificatisi, alle richieste di verifiche e monitoraggi di Movimenti, Associazioni e di alcune Forze Politiche, si è risposto con la FORZA dello STATO, come ad esempio il 29 agosto 2004 per l’Inceneritore di Acerra, o accusando i Cittadini di catastrofismo e allarmismo ingiustificato, o peggio del NO Ideologico.

Il velo è caduto, tuttavia!

 

Il 30 dicembre 2015 il nuovo Report dell’ISS certifica un’altra verità, ben poco rassicurante.

In 55 Comuni di Napoli e Caserta la mortalità e ospedalizzazione per cancro risulta sopra la norma per le patologie oncologiche, dalla mammella all’apparato urinario, ma anche con maggiore frequenza al fegato, allo stomaco, al pancreas, al polmone, alla laringe, al sistema linfatico. E la colpa ormai acclarata è riconducibile all’esposizione a “un insieme di inquinanti ambientali”, emessi o rilasciati da “siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e/o combustione incontrollata di rifiuti pericolosi e solidi urbani”.

 

Nello stesso periodo il nostro Paese “scopre” i PM10 come pericolosissimi inquinanti per la salute, blocca le Città ai veicoli e limita le fonti di riscaldamento domestico, ma non incide sulle emissioni degli impianti industriali, tra cui gli Inceneritori. E si propongono nuove norme per limitare i PM10, da un verso, dall’altro con lo Sblocca Italia si mettono in cantiere ben 8 Inceneritore da ubicare tra il Centro-Sud del Paese. Coerenza!

 

Infine, il collegato ambiente alla Finanziaria 2014 all’art.9 prevede per gli impianti di combustione con potenza termica superiore a 300Mw la predisposizione da parte del proponente di una Valutazione di Impatto Sanitario (V.I.S.). Ebbene, per l’unico Inceneritore della Campania, nel 2007 il Consiglio Comunale di Acerra chiese a tutti i livelli Istituzionali una V.I.S. sull’Inceneritore, perché già prassi consolidati in U.E. Quella delibera fu il risultato del fermento dei Comitati, dei Movimenti e di una lungimirante amministrazione. ERAVAMO AVANTI DI 10 ANNI!!

Alla luce di tutto questo, se ancora fosse necessario, ribadiamo che l’Inceneritore di Acerra va chiuso!

Ora le proposte!

Salute: Il Ministero della Salute taglia 203 esami per “inappropriatezza”, quelli cioè che non sono sempre ritenuti necessari. I medici potranno essere sanzionati nel caso di “abuso”. Le conseguenze per i cittadini? Se non ricorrono le condizioni elencate nel documento del ministero, dovranno pagare la prestazione di tasca propria. L’obiettivo: risparmiare 7 miliardi entro il 2017.

Questa scelta inciderà fortemente sull’accesso ai servizi minimi essenziali, creando una forbice ancor più grande tra chi potrà privatamente permettersi in tempi brevi gli esami, e chi invece dovrà rinunciarvi perché non nelle possibilità economiche e sociali per accedervi.

La Terra dei Fuochi non può essere tale a seconda delle convenienze!

Proponiamo che:

– la Regione Campania sospenda l’applicazione del Decreto sino al suo passaggio nella Conferenza Stato-Regioni, opponendosi in tutte le sedi possibili;

– il Ministero della Salute e la Regione Campania, dopo aver riconosciuto le problematiche relative alla Terra dei Fuochi, approvino “protocolli specifici” per le analisi di prevenzione e monitoraggio dei suoi Cittadini, potenziando e non tagliando servizi, garantendo i L.E.A. sin da età giovanissima, alla luce di quanto rilevato dal Report dell’ISS, in collaborazione con i medici di base, in rete con le ASL territoriali. Questi esami devono monitorare un numero superiore di persone abbassando il limite di età oggi determinato a dopo i 45 anni.

Si imponga una revisione dei P.U.C. di tutti i Comuni favorendo la chiusura dei centri storici al traffico, un diverso sistema di trasporto interno, valorizzando car e bike sharing, piccoli mezzi di trasporto interni ad idrogeno e/o elettrici, incentivando gli impianti solari anche condominiali. Solo così si incide sulle quotidianità, non certo con le Ordinanze!

Si avvii la V.I.S. retrospettiva sull’Inceneritore e sugli altri impianti presenti: l’abbiamo chiesta 10 anni fa. Oggi è Legge!

Bonifiche e agricoltura: Serve un cronoprogramma delle attività di bonifica con contestuali coperture economiche, visto che nei territori ricadenti nei SIN solo lo 0,2% è stato bonificato, solo il 21,5% caratterizzato e analizzato, per circa il 74% nulla è stato realizzato1. Per le bonifiche chiediamo massima attenzione e trasparenza, l’ausilio dell’ANAC, affinchè chi ha inquinato non faccia propria l’opera di bonifica, riciclando così capitali illegali e sporchi: “Pecunia non olet”.

La problematica delle bonifiche, che sia acqua, terreno o aria, è molto complessa e difficile da sviscerare poiché presuppone specifiche tecniche e conoscenza: le proposte arrivino da esperti agronomi indicati con approvazione popolare e che vengano prese in considerazione tutte le proposte miranti alle riconversione e ri-fertilizzazione dei terreni per riavviare una buona e controllata agricoltura. Prima e florida economia di queste zone.

E’ fondamentale tutelare anche i consumatori e quindi gli agricoltori di speculazioni economiche: proponiamo un Marchio d’Area da applicare a tutti i prodotti agricoli con conseguenti certificazioni regionali di qualità.

Inoltre, proponiamo che tutti i Comuni si dotino di un Ufficio Ambiente e Agricoltura, sostenuto da tecnici specializzati regionali.

Roghi tossici: il problema dei roghi sui nostri territori non si è assolutamente risolto, semmai diminuito solo in determinate aree, come invece ci si vuole far credere. Bisogna aumentare il monitoraggio delle zone colpite individuando “CHI” alimenta lo sversamento dal trasporto alla sua origine. Spesso ci troviamo di fronte a scarti industriali di fabbriche che lavorano “a nero” e quindi non possono, sia per motivi legali che economici, usufruire dei giusti canali di smaltimento. Si può partendo dagli scarti risalire ai produttori: rafforziamo le verifiche sui territori da parte di nuclei specializzati. Bisogna attivare le telecamere sulla rete provinciale istallate ma non operanti ed estenderle dove non vi sono.

Piano rifiuti urbani e pericolosi: Importante è tenere distinti i due piani poiché spesso nel passato si è utilizzato lo smaltimento dei rifiuti urbano per mascherare il rifiuto pericoloso portandolo nelle discariche anche legali. Il piano rifiuti deve tener presente la logica di “rifiuti zero” molto difficile da attuare poiché tocca spesso interessi degli industriali e tutto l’enorme universo delle aziende di raccolta, smaltimento e riciclo.

Non bastano le delibere fotocopia su Rifiuti Zero: bisogna attuarle! Si incentivi l’uso di beni ecosostenibili, dei prodotti sfusi e/o riutilizzabili, intervenendo come alcuni comuni virtuosi fanno, con sgravi sulla TARSU.

Moratoria industrie inquinanti: riconoscere la Terra dei Fuochi significa agire per superarla. Questo è possibile solo, bloccando e/o riconvertendo tutte le aziende a forte impatto ambientale presenti, puntando invece sullo sviluppo e applicazione di energie rinnovabili e compostaggio. Allo stesso tempo si vieti l’autorizzazione ad altre aziende inquinanti sull’intero territorio.

2 comments on “Ambiente e territorio

  1. Enzo Iovinelli scrive:

    Spesso rispetto al nostro territorio acerrano sono state avanzate ipotesi…idee e forse…dico forse qualche progetto di riqualifica territoriale…di abbellimento urbano…ecc ecc…
    Ma ciò che da anni è il dato di fatto che chi amministra Acerra…e le sorti acerrane…non fa altro che togliere…togliere e togliere…anche quelle parti e strutture di territorio aventi una storia forte…di cultura…di difesa territoriale…di impatto ambientale…di stile di vita migliore.
    Parto col dire che la mia non è affatto una critica…anzi vorrei portare un’ampia osservazione su un punto particolare: a breve ad Acerra sparirà lo Stadio Comunale…per far posto a quella che sarà una sorta di Villa Comunale…questo stadio è pieno di storia…fa parte di quello che è un pezzo di cultura acerrana…è il luogo dove molte persone si dedicano all’attività sportiva della corsa…un ottimo posto per tale attività salutare…e questo posto ci sarà sottratto…un altro luogo è quel tratto di strada becero e fatiscente della pista che si trova tra Acerra e Pomigliano dove vedo molte ma molte persone che si dedicano a questa attività pensando di portare benefici psicofisici al proprio organismo…al proprio stile di vita…e spesso mi soffermo a riflettere su quel tratto di strada completamente pieno di rifiuti di ogni tipo (questo è quello che vedo in superficie) che basterebbe ad evitare di percorrere quel tratto di strada dedito all’attività sportiva…
    Ad Acerra manca effettivamente un luogo pubblico dove poter praticare corsa o attività sportiva…
    Penso che con l’ausilio di chi è più competente di me di individuare sul nostro territorio un luogo dove poter realizzare una pista ciclabile disponibile per chiunque volesse dedicarsi a tale attività…un luogo da rivalutare e abbellire..un progetto di riqualificazione dei nostri luoghi da restituire agli stessi cittadini…un progetto capace non solo di coinvolgere chi realizzerà materialmente questo luogo…geometri, tecnici,costruttori…imprenditori…vivaisti..ecc ecc…ma soprattutto un luogo del genere potrebbe servire a sensibilizzare e responsabilizzare gli stessi acerrani che dovrebbero ormai iniziare ad amare e tutelare quella che un giorno sarà la terra dei loro figli…nipoti ed il resto delle future generazioni.
    Fino ad ora ho visto solo togliere…togliere…la mia è un’alternativa…un’altra possibilità…del tutto fattibile e realizzabile…la propongo come elemento di discussione ed anche di critica…penso che non bisogna temere di proporre le proprie idee..ma piuttosto di mettersi in ballo da protagonisti e non più da spettatori…appunto prendere la situazione in mano ed essere responsabili delle sorti della propria Terra…non deleghiamo tutto a chi di ruolo dovrebbe amministrare…partecipiamo…coinvolgiamoci…cambiamo atteggiamento.
    Spero di aver suscitato l’interesse di qualcuno…felice di accogliere qualsiasi commento e suggerimento…e ricordiamoci tutti che…LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE.

    1. Giuseppe scrive:

      Che bel post hai lasciato Enzo. Grazie. In realtà c’è un posto utilizzabile per questa tua idea di Alternativa di Città: è tutto il tratto ferroviario che oggi “rappresenta un problema” per gli spostamenti interni, ma una ricchezza per chi deve spostarsi verso l’esterno. Quando sarà tolta questa linea ferroviaria li è prevista una lunghissima isola pedonale, pista ciclabile, attrezzata a sport e tempo libero, per bimbi e famiglie. Rappresenterà una cerniera alla Città. Questo è quanto oggi vi è nel PUC, che come sai NON SI VUOLE APPROVARE!
      Disegniamo insieme la nostra Città Alternativa.

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