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Giovani

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“Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.”
(Enrico Berlinguer)

I giovani e la politica: si sente ogni giorno parlare di questo rapporto in termini di disaffezione, disillusione, intolleranza. Ma, probabilmente, è un’intolleranza “reciproca”, perché è la stessa politica che nei fatti sta abbandonando a sé stessa un’intera generazione. Una delle classi dirigenti peggiori di ogni epoca, infatti, dal governo del Paese fino all’amministrazione di Acerra, ci ha consegnato un quadro a dir poco desolante: tassi allarmanti di disoccupazione giovanile, riforme regressive dell’istruzione pubblica che hanno aumentato i costi a dismisura e che stanno riuscendo, di fatti, ad “aziendalizzare” e privatizzare i saperi e città invivibili, dove per i giovani non c’è alcun tipo di tutela, a partire dal sempre più inefficiente modello di mobilità, fino all’assenza pressochè totale di spazi di democrazia e partecipazione politica, e di spazi di semplice aggregazione sociale e culturale. I giovani più di tutti soffrono di vivere una crisi che non hanno determinato.
Il programma si impernia su tre punti qualificanti:
⦁ Partecipazione dei giovani al processo decisionale.
La legge 285 del 28 Agosto 1997 prevede la possibilità per i comuni di istituire il Consiglio Comunale dei Giovani (o dei Ragazzi), organo istituzionale di rappresentanza con funzione consultiva. Possono candidarsi al consiglio comunale tutti i ragazzi fra i 15 e i 25 anni di età e che risiedono sul territorio comunale. Il Consiglio Comunale dei Giovani può essere un importante strumento di democrazia e di rappresentanza, che può permettere maggiore tutela rispetto agli interessi dei giovani e delle giovani acerrane.
⦁ Saperi e diritto allo studio.
Anche ad Acerra non tutti, per riconosciute difficoltà socio-economiche, possono accedere ai canali formativi. Dalle scuole alle università, sempre più gravose sono le spese che le famiglie devono sostenere; ormai, infatti, pare palese ed inaccettabile che non si possa più parlare di “diritto allo studio” poiché studiare, frequentare scuole ed università, sta tornando sempre più pericolosamente ad essere un privilegio riservato a pochi. In virtù di ciò si rendono necessarie delle proposte forti, vere, che vadano in controtendenza rispetto allo scenario attuale: proponiamo, infatti, il potenziamento dell’attuale sistema di comodato d’uso dei libri di testo; l’organizzazione di dopo-scuola comunali, popolari ed anti-crisi con particolare attenzione nei confronti dei soggetti più deboli ed emarginati; è necessario, inoltre, un serio impegno anche in città metropolitana ed in regione per il riattivamento della conferenza regionale sul diritto allo studio e il finanziamento alla legge regionale del 2005.
⦁ Spazi.
Ad Acerra è palese la mancanza di spazi aggregativi, di luoghi pubblici in cui incontrarsi, scambiare idee; ciò molto spesso induce le generazioni più giovani ad un vero e proprio disaffezionamento nei confronti della nostra terra. E’ per questo motivo che diventa fondamentale incrementare il numero di luoghi pubblici a disposizione dei cittadini, riaprendo e riqualificando quelli chiusi all’utilizzo della città in questi anni. Bisognerebbe, inoltre, dilatare gli orari della biblioteca comunale.
Sarebbe, inoltre, necessario incentivare l’imprenditoria giovanile per una rivalutazione complessiva della città e del centro storico.
È di importanza vitale restituire la città ai ragazzi, e, costruire, in questi luoghi ed insieme a loro, non solo festival musicali, ma anche iniziative sociali e culturali totalmente gratuite.

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